La biodiversità nel nostro microbiota dipende dalle nostre scelte quotidiane.

La biodiversità nel nostro microbiota dipende dalle nostre scelte quotidiane.

La biodiversità è vita e rafforza la produttività di qualsiasi ecosistema. E l’intestino umano ne rappresenta la parte più importante. L’intero corpo umano è popolato da un gran numero di batteri, virus e altri microrganismi: questi colonizzano ogni superficie esposta all’ambiente esterno come pelle, apparato genitourinario, tratto respiratorio e apparato gastroenterico. Una popolazione immensa e silenziosa , “LA FAUNA “ batterica non è distribuita in maniera omogenea. Il 70% di tutti i batteri, presenti nel corpo umano, risiede nel colon, ciascuna specie riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i propri equilibri vitali. Il microbiota intestinale umano ( cioè il mix personale di microrganismi che abbiamo nel nostro corpo) supporta l’ospite in molte ed importanti funzioni: digestione, assorbimento, stimolo immunitario, protezione da patogeni enterici. I batteri riducono i residui parzialmente digeriti dei carboidrati complessi introdotti con i cibi ricchi di fibre vegetali (prebiotici) mediante fermentazione, liberando come preziosi sottoprodotti acidi grassi a catena corta: butirrato (riveste un ruolo essenziale nel matenimento della omeostasi e nella salute generale dell’intestino. ), acetato e propionato. Alterazioni durature nella composizione della comunità microbica, definita disbiosi, comporta effetti nocivi sulla salute dell’ospite: CIOE’ NOI ! La biodiversità intestinale è una nostra responsabilità . Le variabili sono totalmente nelle nostre mani: stress, assunzione di probiotici o antibiotici, consumo di alcool, tipo di dieta osservata, sono indicati come fattori trasformanti per il microbiota. Nello studio condotto da Le Chatelier e colleghi nel 2013, la biodiversità nel microbiota intestinale è emersa come indicatore per eccellenza della salute generale dell’ospite. Una ridotta varietà di comunità microbiche, invece, è stata correlata a difunzione metabolica, come adiposità localizzata, insulino–resistenza e stato infiammatorio. Come un’attività fisica piacevole influisce sulla biodiversità nel microbiota Il legame tra attività fisica e composizione del microbiota intestinale è stato osservato dal 2008 nello studio condotto da Matsumoto e colleghi, che per primo ha registrato incrementi nel livello di butirrato nel intestino cieco di ratti fisicamente attivi, prodotto da specifici ceppi batterici intestinali. Il successivo studio di Allen e dei suoi ricercatori, dimostrò, inoltre, che l’attività fisica in modalità attiva e volontaria, con ratti in corsa sulla ruota, rispetto ad una forzata routine, fosse in grado di alterare il microbiota in modo differente ed utile. Questo primo dato dimostrava l’importanza della volontarietà e gradevolezza del movimento fisico, affinchè questo apportasse modifiche biochimiche favorevoli all’habitat microbico. Per attivare al meglio il processo è importante aspirare aria dal il naso per adeguarla  alla temperatura corporea e per attivare le prime difese ai virus e patogeni. L’espirazione è più utile attraverso la bocca perchè velocemente buttiamo fuori tutto comprese tossine ed eventuali patogeni

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