Spesso, l’allevamento intensivo causa molti problemi sia da un punto di vista ambientale che della salute del singolo animale. L’acquacoltura non ne è da meno, è infatti risaputo che una delle maggiori problematiche è strettamente legata alla salute del pesce il quale, date le condizioni, tende a sviluppare la vibriosi, un’infezione batterica molto comune nei pesci.  Sfortunatamente, agenti chemio-terapeutici sotto forma di antibiotici vengono comunemente usati per combattere la vibriosi anche se questi causano più effetti negativi che positivi su entrambi habitat acquatico e salute dell’uomo. Un’alternativa è anche mantenere controllata la qualità dell’acqua per limitare la diffusione ed eliminare l’infezione ma in questo caso si tratta più di prevenzione che di cura.  (sinistra) pesci sani, (destra) pesci affetti da vibriosi Recentemente...

In molti giardini, parchi e specialmente aiuole l’operazione della pacciamatura è comunemente usata come alternativo per “salvaguardare” lo stato delle piante più a lungo. Ma che effetti ha questa procedura sulla biodiversità e funzionamento dei microrganismi del suolo? La pacciamatura, o in altre parole, il coprire il terreno con uno strato di materiale organico/inorganico, è spesso considerata una maniera efficiente per mantenere l’umidità nel suolo, proteggere la superficie del suolo contro condizioni avverse (e quindi dall’erosione) e infine limitare la formazione di erbacce infestanti.  Normalmente, la pacciamatura a base di materiale organico può includere corteccia, erba secca, compost, pezzettini di legno e anche carta, ma nel caso di materiali inorganici spesso include film di plastica nera oppure materiali geo-tessili. In entrambi i...

Ormai le scoperte sul mondo dei microrganismi hanno veramente preso piede; anche se solamente allo stadio iniziale, molti centri di ricerca scientifica si stanno rendendo conto di quanto sia essenziale includere anche microbiota e microbioma negli studi sul nostro corpo umano. Siamo già a conoscenza che, o almeno speriamo sia cosi, i microrganismi del nostro corpo sono uno dei tanti ingranaggi delicati non trascurabili del nostro corpo. Ci proteggono dai patogeni dell’ambiente esterno, si occupano dell’estrarre sostanze nutritive da ciò che ingeriamo, collaborano con il nostro sistema immunitario per una risposta più rapida etc… insomma, risultano essere sempre semi-presenti nelle attività di mantenimento base del nostro corpo. Fig. 1 - Microrganismi: effetti benefici per il nostro corpo Infatti, il microbiota del nostro...

Giorno dopo giorno, telegiornale dopo telegiornale, la posizione del mondo verso il riscaldamento globale è al vento come una bandiera. Tra deforestazione, scioglimento dei ghiacciai, estinzione di specie, inquinamento etc… (si tutte ottime notizie), la fatidica Anidride Carbonica, per gli amici CO2, sembra sempre essere in prima fila. Certo, il pianeta come lo conoscevano i nostri nonni, ormai non esiste più… infatti, temperatura così come fauna/flora non sono decisamente gli stessi. Magari non riusciremo a vedere il dodo (coloratissimo uccello del Centro America estintosi a causa dell'uomo) però siamo sicuri di non essere noi il problema? Fomentando la brutta reputazione dell’anidride carbonica, sembra che il ruolo essenziale nel ciclo della vita, giocato dalla stessa, sia stato dimenticato. La CO2 è la base...

Quante volte abbiamo “sentito” il profumo della pioggia ancora prima che iniziasse a piovere? O magari, dopo un forte temporale, ci accingiamo alla finestra per ascoltare la natura risvegliarsi e inevitabilmente si ripresenta lo stesso profumo. Inizialmente, si potrebbe semplicemente pensare che sia profumo di bagnato ma in realtà, anche un profumo così unico, è molto più intricato e interessante di quanto possa sembrare. E se vi dicessi che sono stati i microrganismi a colpire ancora? Scientificamente parlando, i microrganismi responsabili per il profumo della pioggia provengono dal genere dei Streptomyces (appartenenti alla classe degli Actinomiceti come il Bifidobacterium spp.), i quali siedono esattamente al centro del ponte genetico tra batteri e miceti (funghi). Grazie alla loro adattabilità, gli Actinomiceti sono...

Al giorno d’oggi i due tipi di fermentazione più comuni possono essere divisi in (1) fermentazione alcolica e (2) fermentazione lattica. Senza rendercene conto, usufruiamo di alimenti (e non) sui quali viene usata la fermentazione alcolica e lattica ogni giorno. Birra, vino, pane e anche salsicce (inaspettato vero?) sono tutti trasformati nel prodotto finale grazie alla fermentazione alcolica; al contrario, formaggi, yogurt, kefir e perfino tutti i sottaceti sono tutti basati sulla fermentazione lattica.  Mentre la fermentazione alcolica è stata presente solo negli “ultimi” anni della nostra civiltà, la fermentazione lattica è un processo cosi diffuso in tutte le culture del mondo che risale ad almeno migliaia di anni fa. Ora è tempo di entrare nei dettagli, ma cos’è la grande...

Il test si basa sul metodo del Valore D, che significa il tempo necessario ad abbattere per il 90% la carica microbica. Il test viene eseguito singolarmente con i più diffusi microorganismi patogeni e a tempi diversi , ma molto ravvicinati. In base ai risultati ottenuti è stata rilevata una riduzione dei Microrganismi patogeni utilizzati SUPERIORE al 90% dopo differenti tempi di contatto con NAMI. Il test completo sulla Determinazione dell'attività Battericida e Fungicida è disponibile a questo link sul nostro sito....

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column][vc_column_text]Il report di Stabilità su NAMI Base ha come scopo lo studio della stabilità del prodotto.  Questo studio ha stato testato se avvengono variazioni o  alterazioni significative del prodotto nel tempo ma anche se mantiene la stessa concentrazione e vitalità delle specie probiotiche. Il prodotto Nami è stato sottoposto ad un periodo di valutazione di 6 mesi (periodo d'invecchiamento accelerato) in condizioni non protette. La bottiglia era esposta alla luce su un piano ed esposta ad una temperatura ambiente di 25°. In concordanza con i test ufficiali sul nostro sito, il prodotto è STABILE e dimostra nessuna variazione o alterazione significativa correlata alla stabilità. La vitalità e concentrazione delle specie probiotiche è rimasta costante. Il Report...

[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column][vc_column_text]Il patch test occlusivo è un test epicutaneo per valutare il potenziale irritante di un prodotto cosmetico.  Questo viene effettuato su volontari, in base a principi etici per la ricerca medica che coinvolge soggetti umani. Le aziende lo eseguono per valutare la buona tollerabilità dei prodotti. In pratica, per vedere la reazione della pelle, vengono applicati dei cerotti imbevuti della sostanza da testare sulle persone volontarie. Questo test, viene eseguito dal Dipartimento di Cosmetologia dell'Università di Ferrara.  L'esito è stato totalmente negativo, il che vuol dire che non ha avuto nessuna reazione allergica sulla pelle dei volontari. Perciò, Nami è stato dichiarato prodotto non irritante se applicato su cute umana. Per il test hanno usato il...